Chiesa dei Catalani
Chiesa dei Catalani (laterale)
Tutte le immagini sono di Alessandro Campagna
Chiesa dei Catalani interno, pilastri, colonne e archi interni
Chiesa dei Catalani (colonne, capitelli e rosoni)
Chiesa dei Catalani (particolare dell'ingresso capitelli e colonne)
La chiesa di Maria Santissima Annunziata dei Catalani conosciuta come chiesa dei Catalani ha una storia importante. Si può notare subito dall’aspetto, che non è quello tipico di una chiesa romana quella che siamo abituati a vedere.
Le sue fondamenta sono su un antico tempio dedicato al dio Poseidone, il dio del mare greco.
Infatti la sua costruzione in epoca dei Normanni tra il 1100 e il 1200 è sulle fondamenta del tempio greco e per questo è da sempre considerata come meta di pellegrinaggio ai naviganti che venivano qui a fare le loro offerte.
Quando la città si convertì al cristianesimo questo tempio venne consacrato alla “Vergine Annunziata”.
Nello stipite si trova ancora un’iscrizione che tradotta dice: “Messala figlio di Charam Re degli Alamidi, introdotto nella gloria magna da Mathur e da Messala” che venne effettuata dopo il 1908, l’ultimo terremoto che distrusse buona parte della città di Messina, dal padre Gesuita Athanasius Kircher sugli stipiti del portale.
La chiesa viene anche chiamata “Annunziata di Castello a mare” o di “Castellammare” per la sua vicinanza alla fortezza con lo stesso nome e posta a guardia dell’insenatura del porto e della darsena.
I frati Domenicani nel 1271 si stabilirono in questa chiesa a la adibirono a loro sede iniziale dopo l’arrivo nel Regno di Sicilia.
Come si può notare la chiesa non è in stile romanico come le altre chiese ma gotico, poichè venne costruita dai Normanni. E quindi come si vede bene dalle immagini la struttura è sorretta all’interno da pilastri e all’ esterno dalle numerose colonne hanno il compito di portare il peso di tutta la struttura distribuito su di esse. Gli archi sia interni che esterni, anche se molto belli dal punto di vista estetico contribuiscono a rafforzare e sorreggere tutto il peso, hanno una funzione di raccordo tra i pilastri e le colonne sia internamente che esternamente. In questa chiesa si vede come l’architettura gotica è quella italiana che al contrario di altri Paesi dove la parte in muratura era scomparsa lasciando il posto a vetrate immense, fece rimanere la parte esterna in muratura della chiesa come si può anche vedere con l’abbazia di Fossanova, costruita circa negli stenni anni ma direttamente tra le prime nel nuovo stile del gotico italiano. Invece in questa chiesa c’è un’influenza dei Normanni fin dalle fondamenta che la rendono unica per la sua architettura in parte derivante da quella iniziale Normanna e poi costruita secondo i criteri del gotico italiano e successivamente influenzata dalla dominazione degli Aragonesi e dei Catalani che portarono mdifiche allo stile di costruzione della chiesa.
E’ un piccolo gioiello davanti agli occhi di tutti e come al solito ciò che è davanti agli occhi di tutti non si vede. La sua posizione è infatti a fianco di una strada trafficata e si affaccia direttamente sul mare all’interno del porto dello stretto di Messina.
La chiesa è molto suggestiva subito a guardarla fin dal primo aspetto: ha delle cupole tipiche delle moschee, ha delle colonne in stile greco dorico ma con dei capitelli invece tipicamente in stile corinzio (vedi dettagli nelle foto) e la parte in muratura esterna è tutta decorata. Ogni pietra che la costituisce la impreziosisce anche, in questa chiesa c’è un’architettura dove si sono mischiati vari stili che l’hanno resa da sempre molto particolare. Anche gli archi esterni tra le colonne decorati con piccoli rosoni, riecheggiano un altro stile ancora: quello bizantino.
Anch’ essa non fu esente dal subire i terremoti nel tempo e quindi demolizioni e successive ricostruzioni. Con una di queste si passò durante la ricostruzione da una alle tre navate attuali della chiesa. La chiesa dei Catalani ha un pianta basilicale tipicamente derivante dall’arte bizantina, con tre navate, tre absidi e una cupola. L’influsso bizantino si può notare anche esteriormente nelle striature decorative di colore nero e anche nel gioco di colori delle pietre bianche e nere che decorano tutta la parte esterna della muratura.
Venne anche nominata cappella reale sotto la dominazione Aragonese e assegnata di volta in volta dai re che si succedevano alle varie congregazioni.
Il crocifisso ligneo messo sopra l’altare maggiore risale al XV, XVI secolo e rientra tra gli esemplari realizzati nelle botteghe che costruivano crocefissi messinesi dell’epoca.