Santuario di Dinnammare
questa pagina è dedicata al sig. Francesco Zanghì che mi portò a vedere questo incantevole luogo
santuario Dinnammare
tutte le immagini sono di Alessandro Campagna
vista dal santuario dello stretto
altare dedicato alla Madonna
interno del santuario
Monti Peloritani
Il santuario della Madonna di Dinnammare, conosciuto come santuario di Dinnammare, è posto sulla sommità dei monti Peloritani, all’altezza di 1127 metri s.l.m. C’è una disputa sul nome: da una parte chi lo attribuisce al fatto che sta sul monte Dinnamare da cui prende il nome e dall’altra chi lo fa derivare dalle sue origini etimologiche derivanti dall’arabo, legate alla parola composta da “din”, che in arabo significa “ricompensa” e ” ‘Ammar” che era il propietario all’epoca di quei luoghi, quindi il significato diventerebbe “ricompensa di ‘Ammar”.
Dal piazzale si può ammirare tutta la grandiosità del mare dello stretto, sia quella che poi si apre sul tirreno e si vede fino a capo Milazzo, un promontorio a 30 km di distanza, sia che dopo lo stretto si apre sul mar Ionio.
Per arrivare a questo santuario la via non è così facile. Infatti data l’altitudine si è costretti a fare una serie di tornanti con una strada dove difficilmente passano due macchine affiancate e quindi quando le rare macchine si incontrano bisogna ingegnarsi in una guida responsabile e costruttiva.
Ci sono due versioni sul culto della Madonna di Dinnammare:
la prima racconta la storia di un piccolo pastore di buoi che un giorno stava pascolando i buoi sul monte e trovò una piccola tavoletta di marmo con la figura della Madonna. Scese a valle a casa e la riportò con sè ma il giorno dopo scoprì non c’era più in casa, quindi risalendo sul monte la ritrovò sulla cima come il giorno prima e la riportò a casa. Anche il giorno dopo la tavoletta scomparve dalla casa del giovane pastore che abitava a Larderia un piccolo paese. Il pastore decise di darla al parroco della chiesa di San Giovanni Battista in modo che venisse custodita lì in paese. Eppure anche dalla chiesa il giorno dopo la tavoletta scomparve e venne ritrovata sempre in cima al monte. Quindi gli abitanti del luogo saputa questa storia, assieme al parroco decisero che il posto dove doveva e voleva stare era sulla cima del monte Dinnammare e costruirono il santuario dedicandolo proprio alla Madonna che sull’altare ha una lastra in marmo. Questa non è la versione originale che fu distrutta da un fulmine che colpì la chiesetta nel 1837. Rimasero pochi frammenti intatti del volto e del collo della Madonna e del bambino che furono portati e murati nella chiesa di San Giovanni a Larderia. Nel santuario si trova un’altra opera in marmo sopra l’altare che raffigura la Madonna che tiene il bambino in braccio e sui lati inferiori si ci sono due delfini che portano l’immagine sulla schiena;
la seconda versione dell’origine del culto è legata al fatto che l’icona sacra con l’immagine della Madonna sia stata portata da due mostri marini sulla spiaggia di fronte al monte Dinnammare. Venne adorata lì per molti giorni dai pescatori che lavoravano e abitavano in quella zona. Saputa la notizia molti altri pellegrini andarono lì sulla spiaggia e iniziarono così ad adorarla anche loro. La spiaggia stessa divenne come un santuario. Si decise di portarla sulla cima del monte dove era stato costruito un santuario e lasciarla lì;
L’icona è custodita nella chiesa di San Giovanni Battista a Larderia tutto l’anno ma il 3 Agosto inizia il pellegrinaggio con il quadro della Madonna che precede tutti, parte nella notte dalla chiesa di Larderia e arriva alla mattina presto, percorrendo i sentieri tracciati nella montagna. Viene lasciata all’interno del satuario del monte Dinnammare e qui venerata dai fedeli fino al 5 agosto quando il quadro ritorna, facendo lo stesso percorso dell’andata alla chiesa di San Giovanni Battista, a Larderia, dove entra trionfante.