I forti di Messina
Castellaccio
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tutte le immagini sono prese dal sito indicato
Castellaccio
forte San Jacchiddu
forte Masotto
forte Campone
disposizioni fortificazioni
sullo stretto di Messina
Il sistema di fortificazioni, detti anche forti di Messina, iniziò con l’idea del gen Mezzacapo di dover proteggere tutti i confini del nuovo Stato Italiano. Questo come deterrente per le invasioni da parte di altri stati nemici.
L’idea delle fortificazioni per la protezione dello stretto di Messina iniziò circa nel 1860 su indicazione del gen. Mezzacapo e il vero scopo della costruzione delle fortificazioni era quello di proteggere Messina, porta della Sicilia e del Mediterraneo e in particolare assicurare la protezione del suo porto in posizione strategica militarmente, che aveva già una grande importanza commerciale. Questo venne ritenuto fondamentale. Da qui l’idea di costruire le fortificazioni tutto intorno alla città sui monti Peloritani che circondano Messina. Era il modo più adatto per controllare non solo la città ma l’intero stretto di Messina. L’ideazione di questo sistema di protezione è unico nel suo genere e non trova altri riscontri in Europa.
I forti furono muniti di cannoni a canna rigata di nuova invenzione, che serviva per dare un avvitamento del proiettile aumentandone la stabilità e la gittata.
Gli studi per la posizione delle fortificazioni iniziò nel 1960 e venne continuamente revisionata per quasi trent’anni, a causa dei continui cambiamenti delle commissioni tecniche e anche perchè venivano continuamete costruiti nuovi sistemi di armi da fuoco. Giovanni Cavalli, un generale piemontese, a cui è stato dedicato il nome di uno dei forti ideò un rivoluzionario sistema di cannone a retrocarica e canna rigata nel 1844, che migliorò notevolmente la precisione e la velocità di caricamento rispetto ai cannoni tradizionali. Erano già presenti delle fortificazioni del ‘500 e del ‘600 in città, oltre a molte altre fatte dagli Inglesi nei primi anni dell’ottocento (‘800).
La decisione di inizio della costruzione delle fortificazioni avvenne da parte di una commissione tecnica nel 1972 sulle topografie del territorio e delle costruzioni già presenti effettuate dal gen. Mezzacapo su entrambe le sponde dello stretto di Messina, sia quella siciliana che quella calabrese.
Tuttavia ci furono continui ritardi e diminuzioni delle somme versate per la costruzione delle fortificazioni e dell’artiglieria durante gli anni. Tra il 1970 e il 1980 gli stanziamenti vennero diminuiti da circa 300 milioni di lire a 70 milioni. Nel 1980 il gen. Milon allora a capo della commissione della costruzione, dopo aver visto numerosi progetti delle fortificazioni decise di prendere come definitiva quella già stilata prima dal gen. Mezzacapo, che comunque rimase presente e presidente della commissione, e così dette avvio alla costruzione delle fortificazioni nel 1880. Questo perchè, da una parte c’era una accelerazione per la costruizione dell’intero sistema difensivo del territorio del nuovo Stato Italiano, mentre nel 1881 si scoprì che gli stanziamenti decisi per la difesa dello stretto di Messina erano praticamente finiti e il piano per le fortificazioni sullo stretto era stato abbandonato. Lo stretto così veniva lasciato totalmente non difeso. Da qui un impulso per rinnovare subito i fondi per gli stanziamenti finanziari e poter far completare l’opera in breve tempo. In realtà vennero costruiti due forti, uno sulla costa messinese e l’altro su quella calabrese: il forte Masotto e il forte Siacci. Un continuo rinvio di commissioni e fondi che c’erano e non c’erano ha portato alla costruzione negli anni del piano che era stato ideato di 22 forti: di cui 13 sulla costa messinese e 9 su quella calabrese.
La maggior parte dei forti fu costruita e finita negli anni 1988 e 1989.
Il forte Cavalli è sede del Museo delle fortificazioni dello stretto e viene utilizzato per eventi e manifestazioni socio-culturali oltre che essere uno dei forti in miglior stato di conservazione dati i restauri e l’ordinaria manutenzione. E’ stato costruito per sorvegliare la parte meridionale della città dagli sbarchi nemici, infatti è equipaggiato con otto piazzole da cui poter sparare con obici e cannoni e tenere sotto controllo l’accesso allo stretto.
Se si pensa a cosa siano effettivamente serviti i forti si potrebbe trarre la conclusione che non servirono a molto: l’effetto deterrente che era stato il motivo del piano primario per la loro costruzione non si realizzò, data la tarda edificazione di queste opere.
Tuttavia l’idea stessa della progettazione e della funzione che avrebbero avuto era per l’epoca un’idea del tutto rivoluzionaria.
Tratto e rielaborato da: M. Lo Curzio e V. Caruso “La Fortificazione Permanente dello Stretto di Messina” – storia, conservazione e restauro di un patrimonio architettonico e ambientale, EDAS, Messina 2006 (anche l’immagine con la disposizione dei forti è tratta dalla stessa fonte).