Il campanile e l’orologio astronomico

Il campanile e l’orologio astronomico

Video con funzionamento dell'orologio astronomico

il campanile con l'orologio astronomico

Vista campanile, Duomo e piazza

Statue ferme all'interno del campanile

Il campanile di Messina ha all’interno il più complesso orologio meccanico e astronomico del mondo. Fu progettato e costruito dalla ditta Ungerer di Strasburgo e fu inaugurato nel 1933. Da allora è in funzione ed è un’attrativa per i turisti di tutto il mondo. E’ un dono fatto alla città per i suoi cittadini. Infatti i messinesi ogni giorno si ritrovano sulla piazza a osservarlo fin da bambini.
Per un bambino è qualcosa di straordinario da vedere fin dalla prima volta e questo rimane per tutta la vita dato che in piazza ci sono persone di ogni età, dai bambini appunto agli anziani che non si stancano mai di vederlo.
Ogni giorno alle 12 precise scandite dalle lancette dell’orologio il meccanismo che c’è all’interno fatto di leve e contrappesi inizia ad far muovere per animare le statue in bronzo, personaggi biblici, animali e oggetti. Inoltre c’è una musica, l’Avemaria di Shubert che accompagna in sottofondo tutto il funzionamento e il movimento dei personaggi. E’ ripresa soltanto la base musicale del brano senza la voce che canta del brano di Shubert. 
Ogni giorno si movono le statue ai fianchi del gallo, Dina e Clarenzia, che battorno le campane. indicando i quarti e le ore. 
Sono loro a ricordare una storia: la guerra dei Vespri Siciliani. Il campanile stesso ricorda questa guerra terribile che Messina affrontò nel 1282. La Sicilia passò dal dominio Svevo a quello Angioino quando venne incoronato re di Sicilia Carlo d’Angiò dal Papa nel 1266. Tutto iniziò a Palermo nel giorno del lunedì dell’Angelo il 30 marzo 1282 dopo Pasqua, con una causa di pretesto.  Durante il dominio Angioino la popolazione siciliana venne sfruttata molto. La guerra iniziò a Palermo, al grido di “Mora mora!” e si epanse in tutta l’isola che insorse e cacciò e uccise i dominatori francesi.
Carlo d’Angiò decise di riconquistare la terra siciliana
. Nel 1982 mandò una flotta di navi con a bordo 15000 cavalieri e 60000 fanti per riconquistare l’intera isola, un esercito grandioso, mai visto prima e puntò su Messina “porta della Sicilia”. 
Alaimo da Lentini, uno dei tre uomini scelti come comandanti di riferimento per l’intera isola e a cui era stata affidata la difesa di Messina, per più di 60 giorni continuò a respingere tutti gli attacchi navali. Allora i francesi sbarcarono e cercarono di prendere la città dai monti, dai colli alle spalle. Dina e Clarenzia, due donne, si accorsero dello sbarco e iniziarono a suonare le campane, per richiamare l’attenzione e dare un segnale a tutti: infatti le statue di due donne sono proprio loro, raffigurate nel campanile ai lati delle campane. Il campanile appunto si può vedere come una storia che viene raccontata. A quel punto i siciliani chiesero aiuto agli Aragonesi, rivolgendosi proprio a Pietro III d’Aragona dato che sua moglie ed era Sveva che decise di aiutare i siciliani. Egli decise di aiutarli e con un esercito sbarcò a Trapani e combattè contro i francesi. La guerra finì con la pace di Caltabellotta firmata nel 1302.
Si può accedere all’interno a una scalinata che girando all’interno del campanile da arrivare fino alla sommità dove c’è un belvedere, tutto intorno all’orologio che segna le ore con le lancette, dove si può ammirare la vista di tutta la città e il mare ruotandoci intorno. E’ un panorama unico perchè proprio all’interno della città e quindi la rende visibile e vicina dall’alto in tutti i suoi angoli nascosti.
Salendo la scalinata si scoprono anche dall’interno tutti i meccanismi che muovono le statue e si vedono anche le statue ferme all’interno che sembrano riposare per poi destarsi al momento esatto.