Messina: la città, il mare, i monti

Messina: la città, il mare, i monti

Messina: porta della Sicilia

Vista aerea della città utilizzabile

arancini messinesi

traghettamento nello stretto

lidi di Messina

Zancle: Messina nasce nel 756 a. C. con il nome di Zancle. Fu fondata dai Calcinesi, abitanti dell’isola di Eubea nella città di Calcide. Il nome Zancle deriva dalla penisola di San Ranieri che somiglia ad una falce e forma un porto naturale. Fu la seconda colonia greca italiana e la prima della Sicilia. I greci approdarono qui per poi continuare la conquista dell’intera Sicilia.
Oggi si può leggere il nome di Zancle su una moneta d’argento battuta dalla città, alla fine del VI secolo a.C., dove è disegnato un semicerchio, che richiama la falce, all’interno del quale si trovano un delfino e la scritta Dankle (ΔΑΝΚΛΕ).               Fonte: “Athena nova”.
Messina è una città viva tutto l’anno: ogni giorno ci sono i mercati a cui andare a comprare il pesce fresco, la frutta, la verdura e anche quelli settimanali del vestiario e dei piccoli oggetti di antiquariato.
Ogni giorno si può trovare il pane fresco che viene sfornato dai panifici 3 o 4 volte al giorno in modo che si possa andarlo a comprare non soltanto di prima mattina ma anche nel pomeriggio. E’ anche molto buono: i panifici, i laboratori del pane, sono molto attenti nel prepararlo.
C’è molta cura nel lavoro a Messina.

Ad esempio nei bar i camerieri sono sempre vestiti con la propria divisa in ordine, puliti, curati, prendono le rodinazioni con rapidità ma senza mettere fretta in modo da servire il maggior numero di persone perchè la mattina le persone entrano per bere un caffè o fare la colazione e poi andare a lavorare. Quindi non bisogna far perdere tempo, per questo i camerieri sono rapidi e ordinati nelle richieste.
Una specialità della Sicilia sono gli arancini, delle piccole piramidi da mangiare che vengono preparati con il riso cotto con l’aggiunta dello zafferano, poi lasciato raffreddare completamente e viene messo nel plalmo della mano per mettere all’interno al centro il ragù. Quindi viene chiuso e modellato con la forma voluta e poi passato nel pangrattato e immerso nell’olio caldo in modo da friggerlo. Prendendo il traghetto che trasporta le automobili da una sponda all’altra dello stretto all’interno nel bar si possono già gustare queste prelibalezze prima ancora di toccare il suolo di Messina e c’è una rivalità tra le varie gastronomie della città per cercare di farli talmente bene da avere un buon pubblico di acquirenti. C’è una piccola disputa, una contesa tra Messina e Palermo nel nome: arancini a Messina mentre arancine a Palermo, inoltre cambia anche la forma: a Palermo non sono fatti a piramide e non c’è la punta, sono fatti come delle “palle” con una base leggermente schiacciata.
Il trasporto delle persone, auto, camion e treni attualmente viene effettuato da due socità di traghetti che riescono a gestire il traffico bene durante tutte le giornate. Il traghettamento inclusa la sistemazione delle auto nelle stive e poi l’attraversamento dello stretto dura circa mezz’ora. Molte persone una volta riposta l’auto vanno sul ponte e guradano il traghetto che si allontana dalla sponda e avanza nel mare. E’ come una passeggiata piacevole questo cammino della nave nel mare dello stretto, dall’abbandono di una sponda lo sguardo guarda l’avvicinarsi dell’altra. Piano ma sempre con continuità, in mezzo al mare, si può iniziare ad odorare il profumo dell’altra terra, già dal mare, già nel mare. Poi arrivati a destinazione si sbarca sul porto dei traghetti sulla riva. 
Il mare di Messina per eccellenza è quello dello stretto. Messina è la città in tutta Italia che si estende in maggior lunghezza sul mare. Durante il periodo estivo vengono allestiti i “lidi” sulla spiaggia con lettini, sdraio e ombrelloni. Tutto è molto curato e i bagnini, seduti sulla spiaggia alla loro postazione, sono sempre pronti a guardare i rispettivi natanti in modo da intervenire in caso di necessità.
Anche in questo caso si vede come fare il bagnino non sia una semplice occupazione ma un lavoro, con delle regole e responsabilità precise, come quelle del cameriere del bar.
Dai lidi, dalla spiaggia si può godere della vista dello stretto e dell’altra sponda quella calabrese con i monti che la sovrastano. Le due viste delle città del mare e dei monti dalle spiagge, una di fronte all’altra, sono quasi speculari con città e monti che sembrano abbracciarle e proteggerle.