Lo stretto di Messina

Lo stretto di Messina

Vista dalle sponde del mare dello stretto di Messina

Immagine del mostro marino Scilla descritto nell'Odissea

Vista del porto con la statua della Madonna della Lettera

Traghetti che portano auto, camion, treni e passeggeri

Associazione "Invece del ponte"

Vista del mare
dello Stretto di Messina
(foto Marcello Mento)

Lo stretto di Messina è il mare dei Messinesi per eccellenza ed è per lo spettacolo straordinario di bellezza che offre: infatti dalla sponda dell’isola, la Sicilia, si può ammirare l’altra sponda del “continente”, l’Italia, che è quella della Calabria.
I monti dell’Appennino verdeggianti si innalzano sulla sponda della Calabria, come i monti Peloritani che sovrastano Messina rendendo questo spettacolo ancora più affascinante.
Ma questo spettacolo quello del mare dello stretto di Messina è di continuo riproposto in ogni angolo della città: infatti da qualunque punto in cui ci si trova si vede che lo spettacolo cambia, ma non cambia la sensazione di meraviglia che offre.
Questa divisione che offre, crea anche per tutte le città che si affacciano sullo stretto, Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni ed altre, una unione tanto da essere chiamate “le città dell’area dello Stretto”.
Lo Stretto ha anche origini storiche millenarie, viene citato nell’Odissea scritta circa 3000 anni fa da Omero in cui racconta che Odisseo si fa prima legare all’albero della nave per ascoltare il canto delle Sirene mentre a tutti i suoi uomini mette nelle orecchie dei tappi di cera e con questo stratagemma riesce a superare l’isola delle Sirene e poi imbocca lo Stretto e comanda al timoniere la rotta da prendere nello Stretto accostandosi al mostro di Scilla, scegliendo come predetto dalla maga Circe la possibilità di perdere sei compagni al posto di tutto l’equipaggio e l’imbarcazione per proseguire il viaggio. “(Odisseo) La cosa più dolorosa che ho visto con gli occhi fu quella, tra quante ne ho sopportate tentando le rotte di mare”.
Il porto ha una forma strana fatta a “falce” su cui si erige una Madonna dorata, la Madonna della Lettera, in cima ad un obelisco a 60m sul livello del mare con la scritta alla base che accoglie chi arriva “Vos et ipsam civitatem benedicimus” che significa “benediciamo voi e questa città stessa”.  
Il mare è generalmente freddo, profondo anche vicino alla sponda con correnti marine per cui bisogna saper nuotare bene prima di tuffarsi nello Stretto e godersi l’acqua e lo spettacolo che si vede dal mare stesso.
E’ continuamente attraversato da traghetti di navi portacontainer che a guardarli mentre passano sembra che trasportino dei “lego” a bordo, da spadare che sono le tipiche imbarcazioni con cui si fa la caccia al pesce spada di cui è ricco lo Stretto. Inoltre i continui traghetti che portano auto, camion e treni da una sponda all’altra, partendo da Villa San Giovanni (Calabria) e arrivando al porto di Messina (Sicilia) in mezz’ora circa rendono questa scena affollata ma non troppo.
C’è un giusto equilibrio, tra tutte queste cose, in cui le persone che vanno al mare si dimenticano che esistono navi, barche, traghetti e possono tranquillamente godersi dell’acqua del mare, delle nuotate, di giocare anche a palla se si è bravi nuotatori e se le correnti quel giorno lo permettono restando vicini, molto vicini alla costa.
E poi d’estate ci sono i lidi sulla costa di Messina, tenuti bene, puliti, ordinati con bagnini sempre attenti e pronti quando c’è qualcuno in acqua, che vengono frequentati regolarmente dagli abitanti della città e dai turisti che si fermano. E di notte alcuni offrono servizi di musica per far vivere la città tutto il giorno, non proprio tutto il giorno e la notte perché a una certa ora bisogna rispettare sempre le necessità degli altri. Giustamente anche le persone che abitano sui condomini e sulle case vicino alla spiaggia hanno il diritto di passare le ore in silenzio a dormire.
Silenzio? No, silenzio qui non ce ne è mai, il suono delle onde che si infrangono sulla sponda cullano le persone nel loro dolce addormentarsi.
Questa non è una descrizione romantica o amarcord ma una descrizione attuale. Di come sempre è stato visto e vissuto lo Stretto di Messina dai suoi abitanti. Di come i Messinesi abitano la città, una città che è affacciata e vive sullo stretto, dei trasporti che ci sono stati in tutti questi anni che hanno funzionato garantendo che passeggeri, automobili, camion, treni sono sempre riusciti a convivere con lo stretto, il suo mare e le molte difficoltà senza mai lamentarsi. I Messinesi hanno deciso di convivere con le difficoltà che la natura impone alla città per mantenere questo spettacolo naturale unico al mondo. 
Una minaccia attuale adesso incombe sullo Stretto, la costruzione di un Ponte sullo Stretto, una minaccia che priverebbe Messina della sua unicità culturale, come spiega molto bene nell’allegato a seguire padre Antonio Spadaro in un articolo della Gazzetta del Sud, che si esprime in una sola parola: la bellezza.
Messina è una città viva, dove le persone che la abitano sono prese spesso da una frenesia o una lentezza a seconda della persona che abita nella città, che vive ogni giorno in qualunque luogo una persona si trovi della bellezza che lo Stretto genera.
Al di là dei motivi tecnici di costruzione, delle tecniche di costruzione che adesso vengono sostenute che sarebbero adeguate e realizzabili per la costruzione del Ponte da una parte e dai tanti motivi della possibilità di non costruzione come la presenza di una faglia attiva sismica dove dovrebbero sorgere i piloni del Ponte, l’allontanamento costante e graduale delle coste della Sicilia e della Calabria, ecc. dall’altra, che sono motivazioni tecniche, i territori vivono nei loro contesti e dei loro contesti.
C’è una associazione di cittadini di Messina e anche appertenenti ad altre città che si affacciano sullo stretto che si chiama “Invece del ponte” che si occupa di cercare di mantenere attiva l’attenzione nei riguardi delle leggi italiane previste per la costruzione di un’opera faraonica che sconvolgerebbe il paesaggio dello stretto di Messina e che individua con molti esperti nei vari settori le criticità nel progetto preliminare che il governo ha mandato per la costruzione del ponte. Criticità che sono state prese in considerazione dall’Europa e dalla corte dei Conti per una effettiva possibile costruzione. Con il loro intervento si è passati dal quello che veniva chiamato all’epoca “progetto definitivo” alla realtà cioè che rimangono ancora molti aspetti che vengano presi in adeguata considerazione per una reale costruzione e il progetto e tutt’altro che definitivo.  E’ grazie al loro continuo impegno e ai tavoli in cui riuniscono altre persone per dare altre informazioni sempre adeguate e dettagliate che Messina ritrova la forza di combattere ogni giorno per la sua identità e il suo territorio.
Anche il poeta Giovanni Pascoli che insegnò nell’università a Messina alcuni anni, rimase estasiato di fronte alla bellezza del mare dello stretto e scrisse una
 poesia, che mi è stata data dalla sig.ra Antonella di Pietro Florio in allegato.
Messina vive di questo spettacolo che genera bellezza soltanto se si lascia tutto così com’è:
la vista da una sponda all’altra di mare, soltanto mare dello Stretto di Messina.

poesia Giovanni Pascoli Messina
suggerita da Antonella di Pietro Florio